IMPARA

Ettore Fareri

Inizia la sua attività al Credito Italiano di Milano e svolge tutte le esperienze di base in Filiale e Direzione Centrale, viene indirizzato poi alla carriera del settore Risorse Umane e sviluppa le sue prime esperienze nel ruolo di responsabile presso importanti sedi della Banca in diverse regioni italiane. 

Si susseguono poi esperienze come Responsabile delle Risorse Umane presso la Banca San Paolo di Brescia, Banca Carime, Coordinamento delle 15 Banche Controllate da Banca Intesa e Banca Intesa stessa per poi passare alla Bipop Carire. 

Conclude la sua esperienza di Dirigente di Banca come Direttore Generale di una Banca di Credito Cooperativo. 

Oggi è il Titolare di L&P srl, società di consulenza leader nella fornitura alle Banche di Servizi HR di contenuto manageriale e Co Founder di Evolution Skill che promuove servizi di sviluppo delle persone in modo digitale avanzato

Il corso ha come obiettivo quello di diffondere una cultura comune sui temi che riguardano le risorse umane e il coordinamento dei propri collaboratori, offrendo temi di discussione e approfondendo, aspetti utili a spiegare il verificarsi di determinate situazioni e le possibili reazioni dei diversi attori coinvolti.

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ANALISI DEL VIDEO

La scena presentata è tratta dal film “L’ora più buia” che racconta le vicende del primo ministro britannico Winston Churchill agli inizi della Seconda guerra mondiale; un film che si presta particolarmente per parlare di leadership e delle caratteristiche che un buon leader deve avere per poter essere di esempio e di stimolo per gli altri.

L’aspetto più interessante è che dal film emerge l’immagine di un leader diverso da quella che molto spesso, coloro che parlano di leadership, ci propongono. Churchill è prima di tutto umano nel senso che viene presentato attraverso le sue imperfezioni, il suo carattere irascibile e le sue forti emozioni che lo portano anche a manifestare le sue paure per la situazione che stanno vivendo. Ed è proprio questa sua umanità a renderlo empatico e in grado di accostarsi e di ascoltare i propri collaboratori, confrontandosi con loro anche nel momento più buio.

L’altro aspetto che emerge chiaro dal film è l’importanza, per un leader, di avere, ascoltare e seguire la sua visione.

Una volta al governo, mentre la sua visione lo spinge verso una resistenza ad oltranza con manovre belliche anche ardite, alcuni collaboratori paventano con sempre maggiore insistenza l’idea di un negoziato di pace che porterebbe la Gran Bretagna a non essere invasa e, quindi, a non subire ingenti perdite fisiche e materiali, con la probabile conseguenza, però, di una perdita per certi aspetti ancora più grande: quella dell’identità inglese a favore di quella nazista.

Per un leader è importante lavorare ogni giorno per la propria visione, creare convergenza intorno a questa, ispirare agli altri questa visione.

Nella scena proposta, tra lo stupore, l’incredulità e la felicità del popolo, seduto in metropolitana, Churchill è umano: fa domande, si interessa alle vite della sua gente, ai loro nomi, ne ascolta l’umore circa l’idea di negoziare o di lottare ad oltranza. Rinfrancato dal confronto con il suo popolo, torna ancora più carico della sua visione e, in uno dei suoi discorsi più ispirati che sono passati alla storia, detta la linea da seguire che è quella della vittoria sul nemico, visione che troverà concretezza qualche anno più tardi.

Quando la moglie di Churchill, nel momento più buio e più difficile, gli dice: “sei forte perché sei imperfetto, sei saggio perché hai dei dubbi”, ricorda a lui e a tutti noi che è proprio la nostra parte umana, il nostro essere tremendamente imperfetti che ci dà la forza per superare quello che abbiamo di fronte e di trovare spazio e modo per rendere viva la nostra visione.

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